
Perchè nel lontano 1597 San Giuseppe Calasanzio, uomo venuto dalla Spagna, decide di insegnare latino ai bambini poveri di Roma, nella chiesa di Santa Dorotea a Trastevere?
E ancora perchè il latino? E perchè con la forza di un rivoluzionario impone una serie di “particolari” che nessuno prima aveva adottato?
A Roma, nel 1600 era il senato romano a provvedere al mantenimento dei maestri regionari, cioè insegnanti, con lo stipendio giornaliero di un paolo, che insegnavano alla gioventù la dottrina cristiana, il leggere, lo scrivere, ed il far di conto.
Ma Giuseppe Calasanzio, guarda avanti con gli occhi di un rivoluzionario, ed oltre ad insegnare a leggere e scrivere e l’abaco (ossia l’aritmetica), gli allievi potevano iniziare a lavorare o proseguire negli studi seguendo un programma di latino.
Cosa rappresentava il latino nel 1600? E cosa rappresenta l’italiano nel 2022 per gli uomini adulti, emigrati del terzo millennio?ra la lingua che rappresentava il salto sociale; quella che avrebbe assicurato un nobile impiego ai propri studenti. Insegnare il latino significava creare una classe di intellettuali e non di operai. Apprendere il latino significava poter diventare docenti, segretari papali, dottori in legge, giudici.
Dopo una ricerca di diversi anni ho scritto Calasanzio il Ribelle, pubblicato con la Casa editrice Ediction Options di Maurizio Della Nave.

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